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I pensieri di Jobs

Tra le tante reazioni ai “pensieri su Flash” ce ne sono due che stravolgono contenuto e forma della lettera di Steve Jobs.

thought_on_flash_promo_20100427Mr Jalopy, sul suo blog, si dedica solitamente a ben altre manipolazione ma questa volta ha effettuato un trova e sostituisci di due parole (Adobe e Flash) dimostrando come molte delle accuse siano applicabili anche all’azienda di Cupertino.

Ecco il risultato migliore dell’esperimento di Mr. Jalopy, un paragrafo che (purtroppo) fila abbastanza:

Apple’s closed products are 100% proprietary. They are only available from Apple, and Apple has sole authority as to their future enhancement, pricing, etc. While Apple’s closed products are widely available, this does not mean they are open, since they are controlled entirely by Apple and available only from Apple. By almost any definition, closed is a closed system.

Di contro un impiegato di Tumblr ha ripubblicato i “Thoughts on Flash”… in Flash.
Oltre all’ironia dell’operazione c’è una nota amara nelle quale si legge che durante la conversione il programma usato, Adobe Flash CS4, è andato in crash ben due volte.

L’immagine è tratta dalla homepage di Apple.com ed è “courtesy of Apple”.

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Un microdatabase per il Web 2.0

Può apparire come un controsenso ma la mania del minimale e della sintesi ha contagiato anche i database.
Dopo una marea di abbreviatori di indirizzi (tra gli ultimi c’è l’eccellente is.gd) ecco tinydb.org che all’url breve fa corrispondere una (piccola) unità di dati, con i suoi bravi (micro)campi definibili dall’utente, al motto di “store some tiny data in a tiny url”.

Basato su Google App Engine, tinydb è in realtà un servizio che si rivolge più agli sviluppatori che all’utenza finale: a chi crea webapps in Flash o widget in Javascript o, perché no, l’ennesimo client o motore di ricerca per Twitter.
In altre parole un microdatabase per tutto ciò che è Web 2.0, e magari anche per ciò che lo seguirà.

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Flash e l’attacco del web publishing multimediale

Dopo Kwout e Glogster ecco altri servizi basati su Flash per assemblare contenuti e proporli online in varie salse.

sprout logoDi simile a Glogster c’è Sprout Builder, strumento per costruire widget per fini “promozionali, personali o informativi” (dice proprio così una delle descrizioni).

Flypaper può risultare utile a chi vuole creare slideshow per presentazioni e riunioni o semplicemente far vedere le foto delle vacanze. flypaper logoSi tratta di un software da scaricare (purtroppo solo per Windows) ma il fine è comunque di mettere online il risultato e sempre online si trovano servizi e modelli già pronti da usare.

goldmail logoInfine c’è GoldMail che si propone come tool di creazione di per e-mail multimediali, idea sotto cui si cela un mix di presentazioni e videocast con il bonus (per gli utenti Pro) di statistiche e dati utili sui fruitori del messaggio (magari promozionale).

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Microsoft (e le Olimpiadi) contro Flash

NBC Universal è l’emittente televisiva che detiene i diritti delle trasmissioni delle prossime Olimpiadi di Pechino (che partiranno l’8 agosto 2008: o – se preferite – l’08/08/08!) e che per l’occasione ha allestito il sito NBCOlympics.com.
Come mai Microsoft e MSN sono così interessati a questo materiale tanto da aver ottenuto un accordo per la trasmissione in Rete del grande evento sportivo?

logo Microsoft Silverlight - Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Silverlight

Certo, le Olimpiadi sono un appuntamento importantissimo, ma non è tutto: sono anche il modo perfetto per lanciare (e far installare in massa agli utenti di Internet) Microsoft Silverlight, sorta di risposta di Redmond ad Adobe Flash e simili…

Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Silverlight.

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Le esagerazioni tecnologiche di Kwout e Glogster

Kwout e Glogster sono due servizi che hanno esordito in questi giorni. Li nomino insieme perché l’impressione è che entrambi propongano soluzioni inutilmente complesse ad esigenze semplici.

kwout logoKwout, che si pronuncia come ‘quote’ è un strumento rivolto ai blogger che vogliono incorporare sul loro sito citazioni da una qualsiasi fonte.

L’idea di base è buona e Kwout fornisce anche una pratica bookmarklet. C’è però un problema: il servizio tratta tutto ciò che incontra alla stregua di iconografia e anche un normale testo selezionato come citazione viene suo malgrado trasformato in un’immagine, con tutte le limitazioni e problemi di usabilità che ne derivano.

glogster logoIl secondo servizio, Glogster, nella recensione di TechCrunch è liquidato con la seguente definizione: “Come Geocities (in senso negativo) e fatto in Flash”.

Cosa fa Glogster? Dà spazio alla creatività degli utenti e permette di assemblare pagine multimediali, definite poster, in cui inserire foto, brani audio, testo ed altro ancora. Il risultato si può poi incastonare in un sito web. Peccato che l’evenienza sia altamente improbabile: i poster di Glogster in oggetto sono degli oggetti Flash decisamente ingombranti e poco gestibili per le dimensioni, che possono arrivare a quasi 1000 pixel di larghezza.

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Il purismo di edocr

edocrDopo Scribd e Docstoc arriva un nuovo servizio di condivisione sociale online di contenuti che si configura anch’esso come uno YouTube dei documenti.

Edocr una volta caricato un documento di tipo Office permette non solo di visualizzare o scaricare agli utenti ma anche di incastonare il file via Flash e farlo fruire direttamente nei propri siti o blog.

Una particolarità di edocr è quella fatta notare anche da TechCrunch e cioé di aver optato per una sorta di “purismo” sui formati: a differenza degli altri, non sono supportati fogli di calcolo né presentazioni ma solo file .doc e .pdf.
È una strategia singolare in un momento in cui i servizi del Web 2.0 cercano di arricchire o (vedere Google Presentations) completare la loro offerta per insidiare il ruolo degli applicativi Office per il desktop.