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Non volete scottarvi al sole? There’s an app for that!

Si chiama Wolfram Sun Exposure Reference App ed è un nuovo software per iPhone e iPad che calcola quanto tempo si può rimanere sotto i raggi solari.

L’app è prodotta dalla Wolfram Alpha, nota per il suo software Mathematica e più di recente per il motore di ricerca “computazionale” Wolfram Alpha su cui si basano vari software per dispositivi “mobili” (tra cui quello in oggetto).

Secondo la descrizione del software, in vendita a 0,79 Euro sull’App Store, è possibile indicare il tipo di carnagione e la zona e ottenere informazioni utili sulle durate massime di esposizione ai raggi delle varie parti del corpo e sulla protezione solare da applicare.

Se qualcuno ha voglia di provare l’efficacia dell’app in queste torride giornate di agosto si faccia vivo nei commenti.

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Quante app musicali ci sono per iPhone? E per iPad?

Vediamo i numeri dei software per ascoltare e fare musica in mobilità sui dispositivi Apple.

logo App Store Come annunciato oggi l’App Store ora conta oltre 425000 programmi per iOS, di cui 100000 ottimizzati per iPad.

Il sito Digital Music News ha fatto qualche calcolo incrociando i dati di Apple con quelli di altre aziende che monitorano il catalogo, per tastare il polso all’offerta di app “musicali”. Per iPhone (e iPod touch) sarebbero quasi sedicimila e costituirebbero circa il 4% dell’offerta mentre per iPad siamo quasi a quota 3500, e cioé il 3,5% del totale.

In quanto alla proporzione tra app a pagamento e gratuite nel caso dell’iPhone queste ultime superano le prime (8647 contro 7269) mentre sull’iPad la situazione è nettamente sbilanciata nell’altro senso e i programmi commerciali sono molti di più di quelli “free” (2463 contro 991).

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Geohot ora lavora per Facebook

Lo smanettone noto per aver “liberato” l’iPhone e la Playstation 3 e di conseguenza portato in tribunale da Sony fa parte degli sviluppatori del social network di Mark Zuckerberg.

Geohot, al secolo George Hotz, non ha più tempo per rischiose sfide a titolo gratuito ai colossi dell’informatica. TechUnwrapped ha fatto notare come Hotz abbia rifiutato l’invito di un membro del team Chronic-Dev di lavorare ad un exploit per la bootrom dell’iPad 2 e che preferisce dedicarsi al suo lavoro presso Facebook.

L’informazione sarebbe confermata da quanto scritto da Hotz stesso sulla sua pagina www.facebook.com/geohot (al momento non disponibile) verso la metà di giugno anche se pare che l’assunzione risalga a maggio. In quanto al suo ruolo al momento non ci sono altri indizi concreti ma non è da escludere che Geohot stia collaborando alla fantomatica app di Facebook per iPad.

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La risposta? È dietro la Smart Cover!

Un’app rivela gradualmente le informazioni utilizzando la forma e le proprietà della protezione “intelligente” di Apple per l’iPad 2.

È un’idea della software house che produce l’apprezzato servizio Evernote, che ha un’app per iPhone e iPad.
Da alcuni giorni si è aggiunto sull’App Store un altro programma, sempre gratuito, chiamato Evernote Peek.

È sempre basato sullo stesso concetto, quello di annotare e organizzare tematicamente informazioni e appunti, ma Evernote Peek funziona in sinergia con la Smart Cover, mostrando i dati solo un po’ alla volta man mano che si scopre lo schermo dell’iPad 2.


L’app può essere utilizzata per giocare con dei quiz come anche per studiare e in generale in tutte quelle situazioni in cui c’è una domanda la cui soluzione va tenute ben nascosta e svelata solo in seguito.

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Opera Mini 6: per iPhone e per iPad

La software house norvegese Opera ha aggiornato il suo metabrowser per iOS aggiungendo il supporto anche al tablet di Apple.

Per l’occasione è stato realizzato un bel video promozionale in cui si vede il programma in azione sui due dispositivi touch e se ne esalta la velocità.

Molto furba la scelta della canzone che fa da sottofondo. Si intitola “Why We have to wait” [...] ed è una cover fatta dalla band Razika di un successo degli anni ’60 dei The Pussycats, entrambe formazioni norvegesi.

Nota: per altri dettagli su Opera Mini 6 rimando a un prossimo articolo su Mytech.it

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Google si “inclina” ai dispositivi mobili

Digitando le parole “tilt” o “askew” il motore di ricerca di Mountain View esegue alla lettera e mostra la pagina dei risultati ruotata di alcuni gradi.

Google - search for tilt on iOS

L’effetto è visibile sui browser di iPhone, iPod touch, iPad (ma solo se lo user agent è impostato su iPhone) e secondo Hardmac anche su dispositivi con sistema operativo Android.