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SUCCEED, l’anti-FAIL

Il meme FAIL è ormai entrato nell’uso corrente, e non solo online, per definire tutti quegli insuccessi piccoli e grandi in cui incappano individui, gruppi di persone ed aziende ma anche animali, macchinari, strutture e così via.

succeedblog.pngPer provare ad esorcizzare la “corsa al FAIL” e in particolare la pratica diffusa di applicare a caratteri maiuscoli questa parola su immagini da far poi circolare, ecco l’altrettanto sgrammaticato SUCCEEDBlog che rifà il verso al noto FAILBlog.

Speculare a quest’ultimo, il SUCCEEDBlog si presenta invece come “una raccolta dei successi più epici grandiosi e stupefacenti che ci siano”. Non importa che si tratti di realizzare con successo un hamburger gigantesco, una torre fatta di LEGO o uno skateboard circolare, ecco un sito web su cui sono tutti documentati e pronti ad essere ammirati e condivisi.

Potete inviare testi, link, foto e video dei vostri successi, tramite una pagina apposita per le segnalazioni, che se approvate verranno pubblicate, ovviamente corredate del marchio “SUCCEED”.

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I can has… nanopublishing

Daniel Terdiman riferisce nella sua rubrica su news.com del lancio di due nuovi blog, emanazioni di Icanhascheezburger. ichc_logoPundit Kitchen usa lo stesso meccanismo di accoppiare immagini con frasi di commento sgrammaticate solo che al posto dei gatti (o LOLcats) ci sono personaggi della politica. Graphjam invece raccoglie e propone il popolare meme di rappresentare con i grafici dei fogli di calcolo le parti salineti di canzoni e tormentoni pop.

La tentazione di liquidare il tutto come una notizia curiosa e di costume è forte.
Se però si osserva meglio si vede che dietro l’apsetto folkloristico c’è anche e soprattutto un’iniziativa editoriale ben studiata e da non sottovalutare economicamente. Icanhascheezburger è già una potenza nell’intrattenimento online tant’è che figura all’ottavo posto della lista del Guardian di blog influenti (in un modo o nell’altro) e molto semplicemente ha deciso di sfruttare e monetizzare il suo potenziale. Lulz inclusi.

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Lo strano mondo dei ‘lulz’

Si intitola “I can Has Rezearch Paper” una tesina che indaga e ripercorre la storia recente dei meme e dei neologismi virali su Internet.

icanhasrezearchIl titolo richiama ed omaggia uno dei tormentoni degli ultimi anni: il fenomeno dei Lolcats, resi celebri dal sito I Can has Cheezburger (con un grosso aiuto dalla rivista Time) e in generale si esplora il concetto di divertimento e gioco (anzitutto linguistico) della cultura angolfona online.

Si tratta di una lettura affascinante, a metà tra saggio di sociologia e linguistica, che rischia di risultare incomprensibile per chi non ha passato qualche anno a sguazzare nei meandri della Rete ma d’altro canto anche a chi si trova ha problemi con qualsiasi cosa vada oltre il livello medio di approfondimento di Wikipedia.

Notevole è la natura ambigua del testo, che oscilla tra una buona dose di rigore su termini e metodo ma che si lascia volentieri andare (ad esempio nelle immagini, ma non solo) ad una divertita complicità, in un mix instabile che prova comunque a documentare e spiegare parole e concetti come quello chiave del “Lulz”, citato anche nell’indirizzo stesso della tesina.