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Perché il Wi-Fi di Apple costa un po’ di meno?

Contestualmente all’annuncio della nuova base Airport Express con connettività 802.11n, Apple ha ritoccato verso il basso i prezzi a listino di due dei suoi dispositivi wireless.

Airport 802.11nLa Express è infatti scesa dai 99 euro del modello precedente agli attuali 89 (laddove negli USA il prezzo è di 99 dollari, imposte escluse). Di per sé la scelta si potrebbe liquidare come un tardivo ma apprezzabile allineamento al cambio dollaro/euro, da sempre nota dolente dei consumatori italiani (ma non solo).
È interessante notare però che è stato modificato il prezzo anche di un prodotto immutato come funzionalità, la base Airport Extreme (che è già dotata di 802.11n da diversi mesi), che è passato, senza alcun annuncio, da 179 a 169 Euro.
Anche qui probabile si tratti di un adeguamento al cambio ma, come nel caso della AppleTV rilanciata a meno a gennaio negli USA, la scelta dei prezzi si può analizzare da un altro punto di vista.

Di un Wi-Fi più veloce non beneficiano solo gli utenti ma anche l’azienda di Cupertino.
Per l’essenziale MacBook Air si tratta di una necessità, visto come il portatile è stato pensato per sfruttare ed appoggiarsi al wireless il più possibile anche per supplire ad alcune “mancanze”.
L’altro motivo di interesse verte sulla distribuzione di contenuti digitali tramite iTunes Store.
iPhone e iPod touch dispongono di una versione wireless del negozio di musica e all’iTunes accede senza fili anche la AppleTV. Sull’802.11n si basa l’acquisto e “noleggio” di film, che prima o poi verranno proposti anche su altri mercati dopo quello statunitense. Ad esempio il nostro.

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L’addio in sordina di Apple all’Xserve RAID

xserveraid2006.jpgTra aggiornamenti di iPod, portatili e cifre di mercato dell’iTunes Store è passata praticamente inosservata la ritirata strategica di Apple dal settore dell’archiviazione professionale.
Il 19 febbraio è stata annunciata la versione 2 di Xsan ma contestualmente all’uscita del software Apple ha smesso di offrire, dopo cinque anni dal lancio, il suo Xserve RAID.

Fino a qualche mese fa all’indirizzo www.apple.com/it/xserve/raid era in bella mostra l’elegante frontale del suo RAID progettata da Apple con i suoi 14 moduli in verticale. xserveraid2008.jpgDa qualche giorno ai visitatori viene invece proposta una soluzione forse meno elegante ma (pare) ben più economica della Promise Technology con cui l’azienda di Cupertino ha stretto una stretta collaborazione a partire dal supporto certificato in Xsan.

Apple non ha rilasciato comunicati ufficiali ma ha confermato a Macworld indirettamente la dipartita dell’Xserve RAID: secondo il portavoce Anuj Nayar “si è deciso di concentrare gli sforzi” su “Xserve, Xsan and Leopard Server”. Apple venderà ancora gli Xserve RAID fino ad esaurimento e continuerà a offrire ai clienti i moduli per dischi da 300 e 750GB.

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Sganciate cinquecento milioni di volpi di fuoco

Dopo le già lusinghiere percentuali di mercato, in particolare in Europa, Mozilla Firefox ha raggiunto quota mezzo miliardo.

firefox500millIl browser open source antagonista di Internet Explorer è stato infatti scaricato più di 500 milioni di volte come testimonia anche un’illustrazione sulla home page del sito promozionale ufficiale spreadfirefox.com.

L’avvenimento è stato sfruttato per indirizzare utenti e visitatori verso l’iniziativa benefica online Freerice che contribuisce a donare chicchi di riso al fondo per la fame nel mondo delle Nazioni Unite.

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Quel Requiem non piace ad Apple

O meglio: potrebbe non piacere ai partner dell’azienda che le forniscono i contenuti per la distribuzione in digitale. È così che ha luogo una nuova azione repressiva che vede Apple mandare una diffida a chi forniva l’hosting a Requiem, software per la rimozione del DRM Fairplay usato sull’iTunes Store.
Sul sito correlato (e colpito da diffida) hymn-project si abbozza ma si risponde anche con il consiglio di boicottare lo Store di Cupertino a favore di concorrenti dai formati e licenze più aperti e liberi.

fairplayNei commenti di The Unofficial Apple Weblog da cui arriva la notizia si fa notare che ancora una volta sarà solo questione di (pochissimo) tempo perché il software venga reso disponibile e si sottolinea un dettaglio non da poco: che Requiem era uno strumento rivolto a chi aveva acquistato legalmente i file e voleva solo usufruirne con maggiore libertà e meno restrizioni arbitrarie (magari ascoltando la musica su più dispositivi di quelli concessi).

Da qui il dubbio legittimo che quella di Apple sia di nuovo un’azione di facciata come già nel caso di PlayFair, il cui ideatore “DVD Jon” Johansen per ironia della sorte proprio in questi giorni sta lanciando un servizio online universale per la rimozione del DRM.

Immagine tratta da www.macuser.com

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Zooomr emigra e ci riprova

Dopo il mancato aggiornamento dell’anno scorso, il piccolo ma agguerrito servizio di hosting fotografico Zooomr ha un nuovo piano: dagli USA si trasferisce in Giappone.

zooomrjapanCome spiega sul blog dove delinea anche una tabella di marcia per il 2008, il fondatore Kris Tate ha infatti trovato nuovi finanziatori nipponici e si prepara (finalmente) ad un salto di qualità con nuove funzioni (tra cui maggiore attenzione a smartphone e fotocellulari) e la rilocazione in un datacenter nel paese del sol levante.

Il trasferimento e relativo upgrade è in atto proprio mentre scrivo.
Zooomr attualmente è in modalità ridotta mentre i suoi dischi vengono fisicamente trasportati dal corriere, come si può leggere dagli aggiornamenti di Tate nel “Knowledge Center” che ha approntato per informare gli utenti.

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Blu-ray contro HD DVD: Warner si schiera

Da Ars Technica apprendiamo la notizia che il colosso Warner ha annunciato di voler passare interamente al formato Blu-Ray.

logobluraydiscLa decisione è stata accolta come il fatidico ago della bilancia visto che sino ad ora lo scontro sui formati ottici per il video di nuova generazione è stato diviso in due schieramenti che si combattono per a colpi di statistiche e dichiarazioni ma poche mosse decisive con il risultato di tanta confusione sul mercato e per i consumatori. A livello di produttori di film da un lato c’è lo schieramento del Blu-Ray con Fox, Disney, Lion’s Gate, MGM e Sony, che è anche sviluppatrice del formato. Dall’altro abbiamo Paramount e Universal, sostenitrici dell’HD DVD di Toshiba e NEC.

logohd-dvdDopo il passaggio di Paramount all’HD DVD (dietro lauto sostegno economico) la Warner era rimasta l’unica neutrale, rilasciando film in entrambi i formati. Commercializzando solo supporti Blu-ray, il formato avrà ora dalla sua ben sei studios (contro due) di Hollywood. E forse una chance per vincere un’empasse che ricorda un po’ troppo da vicino quella del passato tra VHS e Beta.

Loghi di Blu-ray e HD DVD tratti da Wikipedia