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eMusic festeggia e Napster rincara

Hanno ottimi motivi per festeggiare a eMusic: durante il periodo natalizio il servizio di distribuzione digitale di musica indipendente ha assistito ad un’impennata dei download di brani e audiolibri nonché di iscrizioni.
ascoltatriceSecondo i dati diffusi dai 350000 abbonati di novembre si è passati in un mese a 400000, con quasi mezzo milione di download il giorno di Natale 2007 e una cifra complessiva di 177 milioni di file scaricati dal novembre del 2003 quando eMusic ha lanciato il sistema di abbonamenti.

Il concorrente Napster invece, nonostante si fregi di avere 750’000 iscritti, ha annunciato un rincaro dei prezzi del 30%. In un messaggio agli utenti ha avvertito che da febbraio 2008 “per la prima volta in quattro anni” la quota mensile salirà da $9.95 a $12.95. L’unico modo con cui gli utenti possono evitare il rincaro è di sottoscrivere un abbonamento annuale, i cui 199.40 dollari si traducono nei 9.95 mensili.

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La mostruosa inusabilità del software aziendale

Prende spunto da una pubblicità di IBM per Lotus Notes 8 uno spiritoso e pungente articolo di Khoi Vinh in cui ci si interroga sull’usabilità del software aziendale.

animale ibmLa pubblicità in oggetto paragona l’integrazione di più funzioni utili alla creazione di una bestia immaginaria composta da parti di animali diversi e secondo Khoi è una metafora appropriata della mostruosità dei software “enterprise”, minestroni di funzioni tanto potenti e costosi quanto complicati e poco user-friendly.

Il software aziendale ha sinora vissuto -e prosperato- in una realtà parallela in cui non esistono test di usabilità, feedback o diritto di critica degli utilizzatori. Questo perché le uniche figure di cui tiene conto chi sviluppa per l’azienda, scrive Khoi, non sono gli utilizzatori ma coloro che consigliano, decidono per e fanno acquistare il prodotto e cioé i manager e dirigenti IT, che come priorità hanno stabilità, sicurezza, ricchezza di funzioni ma di sicuro non rendere la vita più facile all’utente finale.
Che però è proprio chi con gli applicativi aziendali avrà che fare giorno per giorno…

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I ladri di musica

Trovare la propria musica in vendita su iTunes Store senza aver dato mandato o concesso a nessuno i diritti per farlo. È quello che è successo al compositore francese Jean-François Taillard come riferisce HardMac.

Taillard ci ha messo un po’ a capire come uno dei suoi arrangiamenti è finito sul negozio di Apple ma sembra che la colpa sia di un accordo di distribuzione firmato nel 1995 con un’azienda, la Aurophon. L’accordo doveva durare solo 10 anni ma la Aurophon, dopo un cambio di ragione sociale, non solo ha continuato allegramente a gestire il materiale ma lo ha poi passato ad un’altra azienda che si occupa della distribuzione via iTunes Store. Dove è finito con stupore di Taillard, mai interpellato in merito.

Un caso unico più che raro e adducibile a disorganizzazione? Non è da escludere, anche se purtroppo ci sono precedenti prestigiosi.

Già nel 2004 Robert Fripp, chitarrista di culto della mitica band progressive King Crimson, sul suo diario online rivelò dettagli sulla condotta non propriamente limpida della EMI e del distributore OD2. Questi, come riferito in un articolo di The Register avevano proceduto senza alcuna autorizzazione da parte di Fripp sulla base di un precedente accordo generico del 1993 e anche dopo la scadenza dei termini avevano continuato a vendere copie sia fisiche che in digitale (sì, anche sull’iTunes Music Store di Apple).

Vista la caccia alle streghe di questi anni contro il filesharing e i volumi di affari in gioco viene da chiedersi: chi è che ruba davvero la musica?

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Logic Express Vs Logic Studio

Per musicisti e professionisti dell’audio la notizia della settimana è l’uscita di Logic Studio. Insieme al rinnovato pacchetto Apple ha però tirato fuori anche la versione economica del suo noto software.
logicexpress8.jpgLogic Express è ora disponibile anch’esso in versione 8 ad un prezzo come al solito contenuto di 199 Euro e di 99 per l’upgrade.

A parte il consueto ritardo del sito italiano Apple che presenta ancora la vecchia versione 7 (ma sull’AppleStore il prodotto c’è) a livello generale, vista l’assenza di comunicati stampa, l’impressione è che Cupertino abbia fatto uscire questo nuovo Logic Express quasi di soppiatto.

logicstudio.jpgL’idea di fondo a Cupertino è probabilmente quella di spingere la suite completa e una volta tanto forse anche gli acquirenti con un budget ridotto ma non risicato farebbero bene a fidarsi del marketing.

Con un prezzo che ora, rispetto alle cifre chieste in passato, è poco più del doppio dell’Express (479 Euro invece di 199) si ottiene davvero molto di più. Logic Studio almeno sulla carta risulta un affare sia come dotazione software (ben tre) che in particolare come archivio di strumenti, effetti, e suoni, che includono la serie completa dei cinque Jam Pack (Jam Pack 1, Remix Tools, Rhythm Section, Symphony Orchestra, World Music) che acquistati singolarmente costano 99 Euro cadauno.

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Bye bye iPod Hi-Fi

La notizia è arrivata nonostante il 5 settembre a San Francisco Steve Jobs non ne abbia parlato, o forse proprio per questo.

Il sistema di riproduzione per iPod di Apple, l’iPod HiFi non è più disponibile sull’Apple Store da cui l’azienda lo ha fatto sparire senza particolare menzione.

Interpellata in merito Apple ha confermato con questo breve statement:

We’ve decided to focus priorities on the iPod and iPhone and will not be making more iPod Hi-Fi units. There are over 4,000 accessories in the iPod ecosystem and hundreds of speakers systems designed specifically for the iPod, which provide customers with a wide variety of options.

Traduzione (del sottoscritto):

Abbiamo deciso di concentrarci sull’iPod e sull’iPhone e non produrremo nuove unità iPod Hi-Fi. Ci sono più di 4’000 accessori nell’ecosistema iPod e centinaia di sistemi di riproduzione ideati specificamente per l’iPod, che hanno offerto ai clienti un’ampia gamma di scelta.

Presentato nel marzo dello scorso anno l’HiFi è stato subito criticato per prezzo, qualità nonché design finendo -probabilmente- per non distinguersi particolarmente sul mercato contro le ‘alternative’ menzionate da Apple.

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I primi balzi di SpiralFrog

spfroglogoA gennaio ci chiedevamo dove fossero finiti i servizi di download legali.
Sembra che il chiacchierato SpiralFrog, uno dei tre siti nominati all’epoca, dopo qualche ulteriore rimando e lungaggine sia abbia infine fatto i primi passi (o balzi, visto il nome) durante l’estate.

Il servizio, che concede download ed ascolto gratuito per 30 giorni di musica protetta da Drm Microsoft e con aggiunti messaggi pubblicitari, è per ora limitato ai residenti negli USA ed in Canada. Nick Gonzalez che l’ha provato per TechCrunch conferma i dettagli tecnici, il fatto che sia fruibile esclusivamente su piattaforma Windows e la tanta pubblicità propinata all’utente. SpiralFrog da quanto scritto appare macchinoso nell’uso e, colpa di un esordio tardivo, forse ormai in controtendenza visti i numerosi esperimenti in corso, anche di grosse etichette come Universal, di abbandono dei sistemi di Digital Rights Management.