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(Non) Sparate sul musicista

freemusichk01Il download illegale di musica uccide i musicisti: è il messaggio che la rivista asiatica re:spect vuole far passare con il sito-provocazione www.freemusichk.com

Il sito web è organizzato come una vetrina per il pirataggio di dischi di noti artisti occidentali.
Al momento del download, però, il puntatore del mouse si trasforma in un’arma per assassinare in maniera efferata controfigure di noti musicisti sulle copertine dei loro lavori più noti.

Si possono lanciare missili contro i “Kraftwork”, fare il tiro al piccione con i ritratti di Julian Opie dei “Biur” o assassinare in maniera trucida “Any Winehouse”, i “White Stop” (White Stripes) o “Copy” (Moby).

freemusichk05Alcune delle animazioni (in Flash) non sembrano funzionare ma per il resto tecnicamente l’idea è realizzata molto bene. Peccato che l’efficacia e la liceità dell’iniziativa siano francamente dubbie.

La questione del filesharing di musica online è tutt’altro che semplice e manichea come re:spect cerca di far credere e la colpa del declino del mercato musicale non si può addossare esclusivamente sulle spalle, anzi sui click degli utenti di Internet.

Inoltre, come fa notare Torrentfreak, diversi artisti tra cui Moby in passato si sono pronunciati contro la criminalizzazione degli appassionati di musica e potrebbero non gradire affatto di venire strumentalizzati in questo modo.

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Videoarte a Roma (e su YouTube)

Flavio Sciolé - Immagine tratta da http://www.youtube.com/user/yxdio

Da un comunicato relativo all’artista Flavio Sciolé:

“Si inaugura l’8 Febbraio la mostra Baltico-Mediterraneo-Sconfinamenti. Dalla buona pittura alla video art (fino al 20 Aprile).
All’evento che si svolge presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (Roma), Sciolé partecipa con 5 video: Art 4 Nothing, Matermare, Krocifisso In Kostruzione, Sublimesubliminale, Cognizioni Temporali.”

Con l’occasione segnaliamo la pagina YouTube di Sciolé (che ha all’attivo una lunghissima serie di lavori sperimentali nel campo del teatro, della videoarte e della cinematografia, con qualche incursione nella musica digitale e moltissime proiezioni in festival e altri eventi in Italia e all’estero) che presenta al momento undici brevi clip con trailer e altri lavori del videomaker, inclusi due dei video presentati all’evento romano.

Immagine tratta da http://www.youtube.com/user/yxdio.

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Qtrax, da bufala a truffa?

Di Qtrax come “fiasco” quando non di “bufala” vera e propria abbiamo parlato ieri in Mytech (e ne stanno parlando in molti).
Forse è sfuggita però questa interessante riflessione di Eliot Van Buskirk sul blog di Wired: Qtrax è in realtà solo la scusa per una enorme speculazione finanziaria, o peggio, per una truffa vera e propria (l’autore usa il termine “stock scam”) legata al prezzo delle azioni?
Dietro Qtrax c’é Brilliant Technologies Corporation, e questa società è quotata in borsa. Il breve pezzo su Wired fa notare come le oscillazioni corrispondano a mosse ed annunci; in particolare, le azioni (che un tempo valevano un centesimo di dollaro) sono balzate da 6 a 9 centesimi in occasione dell’annuncio del MIDEM. Per poi ricrollare a 5-6 centesimi quando l’accordo con le major si è rivelato una panzana.
“Qualcuno” – dice Van Buskirk – “deve aver fatto un bel po’ di soldi su questa oscillazione”.

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Facebook, burocrazia & documenti scaduti

Un articolo di Mark Hopkins su Mashable.com segnala il caso di Jay Moonah, membro del gruppo musicale Uncle Seth.

Moonah intendeva utilizzare Facebook per caricare e pubblicare la propria musica, e si è visto richiedere un documento d’identità: fin qui potrebbe essere anche una cosa positiva, un modo per evitare la proliferazione di materiale non autorizzato sul sito, anche se qualche dubbio sulla correttezza della procedura rimane. Un po’ seccato dalla richiesta, Moonah si è divertito a prendere in giro il sito: trovandosi per le mani un portafogli dimenticato da una ventina d’anni, ha inizialmente caricato la scansione di un vecchissimo tesserino di una sala giochi di Toronto.

Il sito ha comunicato che in un paio di giorni sarebbe stata effettuata la verifica; ma dopo un po’ nessun messaggio, solo il ritorno della procedura di upload.

Allora, il cantante ha insistito: al secondo tentativo ha mandato una tessera d’abbonamento dei trasporti pubblici del 1985.

Il sito he effettuato (?) i cosiddetti controlli e accettato come valido un documento inutilizzabile con una foto dello studente Jay 22 anni fa, il tutto per di più poco leggibile.
La procedura di iscrizione sembra quindi essere solo un po’ di inutile burocrazia, forse messa in atto, suggerisce Hopkins, per scoraggiare i gruppi musicali all’uso di Facebook a fini promozionali…

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Audiosocket, licensing musicale fai-da-te

Non sono i primi né gli ultimi a lanciare un servizio del genere, ma quelli di Audiosocket sembrano avere le carte in regola per ottenere buoni risultati. La società ha iniziato l’attività un paio d’anni fa ma il relativo sito – dopo una lunga fase di sviluppo – ha aperto i battenti solo il 1 ottobre di quest’anno.
In meno di un mese ha ricevuto materiale da trecento artisti diversi e ha già piazzato numerosi brani in compilation, videogiochi, programmi televisivi e via dicendo.
“Sincronizzazione” (musica abbinata alle immagini in movimento) e altre forme di licensing sono il pane quotidiano di Audiosocket, che però non punta a costruire un gigantesco catalogo di ignoti indipendenti, ma ad operare una massiccia selezione, in modo da avere una lista ampia ma allo stesso tempo di qualità da sottoporre a consulenti e supervisori in cerca di musica per i propri progetti multimediali.
Da fine anno sarà disponibile un sistema consultabile online per cercare nel catalogo attualmente in costruzione; da segnalare infine il nome di Sony tra i clienti che già hanno utilizzato i servizi di Audiosocket, e la presenza nel team della società di Karen Ahmed, che ha un’esperienza di 15 anni nel settore discografico e proviene da Rhino/Warner.

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Grateful Dead: “scherzi” online nella notte di Halloween?

Il sito Dead.net che va offline a intermittenza proprio il 31 ottobre (continua a succedere anche stamattina, 1 novembre 2007); messaggi nei forum di Archive.org che parlano di sparizione di due terzi degli oltre 90 album del gruppo da iTunes.
Che però a noi stamane risultano esserci. Leggi il resto del post