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No, “Jedi” non è una religione

YOU'RE NOT A JEDIRiuscite a sollevare astronavi con la forza del pensiero? Sapete costruire una spada laser? Avete facoltà di preveggenza? Sconnesse sono le vostre frasi tutte?

Se la risposta è un prevedibile “no” allora fatevi un esame di coscienza e pensate bene alle possibili conseguenze politiche e sociali di questa moda.

Il sito web You’re not a Jedi” prova a fare proprio questo: una serie di messaggi ironici (e spesso anche satirici) rivolti ai cittandini britannici fa notare che professarsi di religione “Jedi” non è una buona idea.

Dichiararsi seguaci dei mitici cavalieri ideati da George Lucas al prossimo referendum nazionale nel Regno Unito avrà infatti l’effetto di ridurre ulteriormente i fondi destinati dal governo a scuole e iniziative laiche. E non vi renderà meno ridicoli, anzi.

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Anonymous: ecco l’attacco multiplo

Come promesso, gli hacker-attivisti di Anonymous attaccano: ma il target “a sorpresa” non è unico.
E’ una tranquila (?) domenica quando prima ancora dell’orario annunciato (le 13 ora italiana) gli attacchi DDos colpiscono una moltitudine di siti istituzionali: www.camera.it, www.parlamento.it, www.senato.it, www.senato.it, italia.gov.it, webtv.camera.it, www.governo.it.
L’elenco completo è sul Facebook dell’”Operation Payback ITA. Quando controlliamo, poco dopo le 15, alcuni dei suddetti siti funzionano, altri sono irraggiungibili.
Il web di Camera, Governo e Parlamento di sicuro sono crollati. E, come una settimana fa, quello che funziona ancora comunque sembra andare a rilento e presumibilmente risente dell’attacco in corso.
Oltre ai siti istituzionali viene menzionato anche www.mediaset.it; che però sembra andare regolarmente.
Il Governo italiano comunque si può consolare: è in buona compagnia. Tra venti minuti parte un’altra operazione di Anonymous, stavolta contro un obiettivo in Spagna, dove c’è un governo di altro colore politico.
Come dire: Anonymous, ce n’è per tutti…

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Beppe Grillo & i pirati svedesi

Che c’entra il Piratpartiet svedese con il contestatore della scena politica nostrana per eccellenza, Beppe Grillo?
Certo, Grillo da anni fa uso (e con successo) di blog, siti, YouTube e dintorni per esprimere le proprie idee e dare spazio a discussioni di vario tipo.
Ma quella di qualche giorno fa è stata una discreta sorpresina.

“Buongiorno Milano e Teatro Smeraldo” – esordisce il vocione che prosegue però in inglese: “I’m Rick Falkvinge, founder and leader of the Swedish Pirate Party“. L’intervento video della durata di undici minuti, in uno degli eventi organizzati da Grillo (e ovviamente riproposto all’istante su Beppegrillo.it dove è reperibile la trascrizione in italiano) è reperibile in originale su YouTube).

Falkvinge esprime le sue posizioni facendo una rapida storia del copyright e del “monopolio sulla cultura e conoscenza”. Per lo svedese, controllo dell’informazione = controllo della cultura e della conoscenza e, di riflesso, potere politico. Ricorda l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nel medioevo o quello diverso, ma mirato a raggiungere gli stessi scopi, del governo inglese nel XVI secolo. Le limitazioni alla libertà di stampa prima e nei secoli successivi i tentativi di “bloccare” e porre sotto controllo ogni nuovo mezzo d’informazione (giornali, radio, televisione via etere e satellitare).

Prosegue Falkvinge: “Qualcosa di estremamente interessante è successo negli ultimi 10 anni. Di colpo se fai parte dell’informazione sei automaticamente anche un editore che pubblica informazione e sei in grado di trasmettere a chiunque altro che voglia ricevere informazione. Questo non è mai successo. Se sei connesso a Internet puoi trasmettere ma anche ricevere. Sei un editore verso il mondo intero. E questo è molto pericoloso per chi oggi ha il vantaggio informativo.”

E ancora: “Non aspettare per l’autorizzazione di nessuno, non chiedere il permesso e non aspettare nessuno se vuoi pubblicare qualcosa. Se vuoi perorare una causa puoi farlo direttamente.” E riguardo alla recente vittoria alle Europee: L’ingresso del Partito dei Pirati nel Parlamento Europeo e il fatto che i nostri attivisti siano ora tra le 27 persone che stanno determinando il pacchetto telecom per il Parlamento Europeo ne è la prova. Non abbiamo usato i vecchi media e non ne abbiamo bisogno.”

Davvero curioso questo collegamento tra Grillo e la formazione svedese. I “grillini” pronti a confluire in un futuro “Partito Pirata” all’italiana? Chissà.

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Elezioni 2008: il volantino tecnologico e dintorni

La campagna elettorale è agli sgoccioli: verrà ricordata per l’uso massiccio del web soprattutto da parte di alcune formazioni: per il PD notati link tipo AdSense sparsi in giro per la Rete, ma anche la faccia sorridente di Veltroni che fa capolino da un banner in Windows Live Messenger facendo promesse di vario tipo. Il PdL – che comunque ha fatto uso di YouTube e Flickr – è parso in generale meno attento verso il mezzo telematico, ma sembra essersi rifatto negli ultimi tempi: neanche qui manca il banner infilato nel Messenger Microsoft, ma incentrato sul problema delle schede elettorali (“Sai come si vota?” recita lo slogan che punta a Votaberlusconi.it).
Dal web sono nate varie liste locali che si richiamano a Beppe Grillo e al popolo del “V-Day”, discreto utilizzo della rete (sito web ma anche YouTube ad esempio) per Sinistra Arcobaleno, che ha anche puntato su un altro aspetto tecnologico: una campagna elettorale “a energia solare” in collaborazione con Ecoluce, società fornitrice di impianti fotovoltaici utilizzati “per eventi, concerti e presentazioni”.
Al sottoscritto sono capitati un paio di gadget curiosi per le mani: uno di un candidato sindaco riconducibile al centrosinistra (PD, IdV, Socialisti e altri esclusa SA) in cerca di riconferma, che ha sfornato un cd-rom con i 391 progetti realizzati nel corso del precedente mandato. Il cd – che i cittadini hanno trovato nelle cassette della posta allegato a volantini cartacei di stampo decisamente più tradizionale – è anche bollinato SIAE, a scanso di equivoci (dal bollino si rileva che produttore del supporto è il Comitato Elettorale del candidato sindaco).
Tutt’altra strada sceglie l’UDC che nella stessa città (Pescara) sceglie un gadget distribuito per strada alle famiglie con bambini: un piccolo contenitore cilindrico con matite colorate e temperamatite e il bollino “Casini Presidente”. Come dire: non saremo altrettanto tecnologici, ma non si dica che non pensiamo alle famiglie… ;)

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Violati i dati personali dei candidati USA…

…ma gli hacker c’entrano davvero poco.
C’entrano invece dei “contractor” disonesti o quantomeno troppo curiosi che, contravvenendo a quanto prescritto, hanno pensato bene di ficcare il naso nei “passport file” di Barack Obama, Hillary Clinton e John McCain.
Questi file contengono scansioni dei passaporti ma anche le richieste per ottenere tale documento; per cui si possono rilevare data di nascita, cittadinanza, rinnovi del documento e in generale una serie di dati non esattamente pubblici.
Non ha fatto in tempo Condoleeza Rice a scusarsi con Obama, che sono venuti fuori anche gli altri due nomi di candidati alla presidenza degli Stati Uniti.
La notizia, confermata dal Dipartimento di Stato USA, al servizio del quale lavoravano gli esterni “ficcanaso”, è stata subito rilanciata da CNN ed altri.
Il lato positivo è che il sistema di sicurezza ha funzionato, segnalando gli accessi non autorizzati e consentendo di risalire agli autori degli stessi, due dei quali ora licenziati mentre al terzo sono state inflitte sanzioni disciplinari.

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YouBama

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Bella iniziativa di endorsement in salsa 2.0: YouTube + Digg + Obama = YouBama, un sito che invita a rispondere alla domanda “Perché votare per Obama” e a votare la risposta migliore.

Ideato da due studenti di Harvard e realizzato con tool open-source, il sito (sembra) non avere nessuna connessione ufficiale con la campagna elettorale del senatore dell’Illinois

The goal of YouBama is to democratize the election campaign process. All content is generated by citizens and voted on by citizens.
Think about it as the unofficial presidential campaign for Barack Obama. Voters can say what they want, how they want. Then they vote on the videos so the best ones rise to the top.

Certo, non è caso se per questo esperimento è stato scelto Obama e non qualche altro candidato. Ma come spiega Techcrunch:

this site is “most applicable” to the Obama campaign because of its efforts to reach out to younger voters and speak to their aspirations. In other words, they feel they have the best chance of getting good videos from Obama supporters as opposed to those of the other candidates.