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Cronaca di una chiusura annunciata

“Error 404″. E’ il messaggio che compare quando si digita www.italia.it il mega-portale della discordia che avrebbe dovuto promuovere l’immagine del Belpaese in rete e che da ieri non è più online.

Presentato in pompa magna dal ministro Rutelli lo scorso febbraio, il progetto è stato subito subissato dalle critiche per i costi elevati, funzionalità non proprio ineccepibili ed errori clamorosi nei testi.

Nato da un’idea dell’ex ministro all’Innovazione Lucio Stanca, il sito ha avuto una gestazione (oltre 10 anni), un lancio e uno sviluppo a dir poco bizantino. Il tutto complicato dai passi avanti-indietro dei diversi responsabili ai dicasteri dell’Innovazione e dei Beni Culturali.
Lo scorso ottobre, a meno di dieci mesi, era stato giù dichiarato “morto” da Rutelli (“Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo. Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere”).

Come non è mai decollato neanche il contro-progetto di molti blogger italiani di costruire da zero e dal basso un nuovo portale: Ritalia.

Anna Masera ha pubblicato un’interessante lettera ricevuta dal caporedattore Luca Palamara qualche giorno prima della chiusura:

Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi).
Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause.
Ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l’unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda.

Chiude i battenti anche la redazione di Napoli, come ci informa il Corriere del Mezzogiorno:

Finito il lavoro per la redazione partenopea (composta da 11 dipendenti, di cui sette redattori) che da dicembre del 2006 ha curato i contenuti del sito «Italia.it» dalla sede di viale Marconi, per conto della società Its (gestore del progetto insieme a Ibm e Tiscover)

Speriamo se non altro la lezione sia servita a qualcosa…

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Coldcut: “Bianco Natale” & videosampling alla Casa Bianca

Okay, su YouTube c’è in realtà dal Natale 2006, ma questo video di Coldcut e Juxta, “White Christmas at the White House” è stato recentemente rilanciato per le festività 2007/2008 dagli stessi artisti con un messaggino in MySpace… ed è uno straordinario esempio di cut-up audio/video (vittima della parodia è un improbabile George W. Bush pianista e cantante, che augura un Bianco Natale in mezzo a immagini di disastri legati ai cambiamenti climatici).
E per chi non li conoscesse, i Coldcut facevano cose di questo tipo quasi venti anni fa, quando accesso a Internet, programmi di manipolazione ed editing alla portata di tutti e il concetto stesso di mash-up come fenomeno di massa erano ancora di là da venire.
Per restare in tema natalizio, risale addirittura al 1989 “Coldcut’s Christmas Break” (buon ascolto e buona visione con il massacro di classici natalizi e sonorità hip-hop…!). :)

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Le dichiarazioni compromettenti del 2007

Il sito web TorrentFreak ha raccolto in una pagina quelle che considera le migliori dichiarazioni dell’anno appena trascorso in materia di filesharing, pirateria e in generale sui (tanti) casi in cui informatica, politica, economia e società sono un tutt’uno inscindibile.

Tra le perle riportate ne segnalo un paio.
La prima è un’occhiata senza falsi moralismi al passato dell’informatica fornita dal presidente rumeno Basescu. In un incontro nel febbraio 2007 con Bill Gates Basescu ha affermato che “la pirateria ha aiutato le giovani generazioni a scoprire i computer” e ha “aiutato i rumeni a migliorare le loro capacità creative nel settore dell’IT”, “[capacità] divenute famose in tutto il mondo” e “investimento per l’amicizia della Romania con Microsoft e Bill Gates”

Altrettanto notevoli (e molto attuali) sono i “consigli” del provider canadese Shaw su come limitare l’upload, cioé la banda in uscita della propria connessione, rendendo il filesharing via Bit Torrent tecnicamente inefficace e minandone il concetto di base stesso, quello della condivisione.

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Hillary vs. Obama, battaglia all’ultimo sito?

Secondo ABC News, Hillary Clinton si appresterebbe a usare mezzi un po’ più “sporchi” a supporto della propria campagna per le presidenziali USA 2008: in particolare, un paio di indirizzi internet sarebbero stati registrati al solo scopo di screditare il principale avversario, mettendo in luce alcune presunte pecche di Barack Obama.

In particolare all’indirizzo Votingpresent.com (o Votingpresent.org) sarebbe in fase di allestimento una pagina per illustrare come nella propria carriera Obama abbia omesso di prendere posizione su temi importanti votando “Present” – che equivale ad un’astensione.
ABC parla di “domain associati allo stesso indirizzo IP dei siti web ufficiali della Clinton, come TheHillaryIKnow.com“.

Senza scomodare l’indirizzo IP, ci sembra abbastanza eloquente quello che un semplice WHOIS effettuato sul sito di Network Solutions ci ha rivelato:

Registrant:
Hillary Clinton for President
4420 North Fairfax Drive
Arlington, VA 22203
US

Stesso dati per il contatto amministrativo, con in più (a scanso di equivoci) numeri di telefono e fax e l’indirizzo e-mail info@hillaryclinton.com.

C’è da dire però che al momento agli indirizzi di cui sopra c’è una pagina bianca e il messaggio “Bad Request (Invalid Hostname)”.
La registrazione risulta effettuata il 4 dicembre; stessi dati per entrambi i domain, .com e .org; occorrerà attendere per capire se i contenuti ventilati da ABC appariranno per davvero o se dopo questa piccola “fuga di notizie” gli strateghi della campagna di Hillary decideranno di abbandonare questo strumento…

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Presidenziali USA 2008: la variabile hacker

Internet avrà un ruolo determinante nel risultato della tornata elettorale del 2008 negli Stati Uniti. Questo è noto. Un interessante articolo apparso sul New Scientist aggiunge carne sul fuoco: le varie tattiche di guerriglia telematica messe a punto da spammer, cracker e hacker potrebbero avere un peso al di là delle previsioni.

L’autrice dell’articolo, Jessica Marshall, ipotizza che i “dirty tricks” che si possono escogitare tramite Internet potrebbero cambiare i risultati elettorali in modo sensibile. Dalle campagne di spam agli assalti ad personam rivolti a candidati avversari, Internet offre molti “strumenti irregolari” a tutte le fazioni politiche impegnate in una competizione elettorale.

Ma è soprattutto il fenomeno delle chiamate telefoniche a casa per disinformare o demotivare gli elettori, tipico delle campagne americane negli ultimi decenni, che sembra preoccupare gli esperti di comunicazione politica. Il fenomeno potrebbe diventare ancora più diffuso, grazie alla proliferazione dei servizi VoIP. Elettori ingenui potrebbero cader vittima di telefonate anonime, difficili da rintracciare, che ingannano e trascinano all’astensionismo.

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Le avventure di… Obama Girl?!

Impazza su YouTube, MySpace, Facebook, Revver.
Ha un proprio blog su Typepad.
A lei sono dedicati una voce di Wikipedia e il sito “ufficiale” Barely Political.

Crea scompiglio e pare abbia dato fastidio ai familiari di Barack Obama.

Stiamo parlando di Obama Girl, fantomatico personaggio che “interpreta” canzoni come “I Got a Crush on Obama” e il relativo sequel (“Obama Girl Vs. Giuliani Girl”) corredate da videoclip che hanno peraltro avuto alcuni milioni di spettatori.

La satira politica nell’era del web 2.0? L’ennesima trovata pubblicitaria/serial web travestito da videosatira semiartigianale? Forse.

Obama Girl comunque non canta una singola nota di quello che si ascolta nei suoi video: Amber Lee Ettinger, questo il suo vero nome, è una modella che si presta a fare da immagine alla voce della coautrice dei pezzi, Leah Kauffman, i cui brani sono disponibili anche su iTunes.