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Steve Jobs: 1955-2011

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Apple non vuole “rovinare la gioia della sorpresa”

Nel comunicato stampa sui risultati finanziari di Apple nell’ultimo trimestre è inclusa una frase di Steve Jobs che conferma l’arrivo di un nuovo dispositivo:

“I nuovi prodotti che abbiamo in programma di lanciare quest’anno sono molto forti, a cominciare da questa settimana, con un importante novità di prodotto, per cui siamo davvero eccitati.”

Ma anche a poche ore dalla presentazione ufficiale, l’azienda di Cupertino non intende svelare nulla.

Durante la conference call per illustrare e commentare i risultati, il Chief Operating Officer >Tim Cook ha risposto alla curiosità degli analisti su quanto ormai in arrivo dicendo:

“Non voglio rovinare la gioia della sorpresa questo mercoledì quando vedrete la nostra ultima creazione”

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Greenpeace contro l’iPhone

Nonostante gli impegni di facciata (ricordate il manifesto A Greener Apple?), la mela morsicata continua ad essere bersagliata dalle associazioni ambientaliste.

Questa volta a tornare alla carica è Greenpeace con questa interessante denuncia sulle sostanze utilizzate per l’iPhone, l’ultima creatura di Steve Jobs.

I test condotti dall’associazione dimostrano che l’iPhone contiene alti livelli di due composti chimici pericolosi (BFR e PVC), vietati tra l’altro in Europa.

Un laboratorio scientifico indipendente ha esaminato 18 componenti interne ed esterne dall’iPhone, confermando la presenza di composti a base di bromo in metà dei campioni, antenna del telefono inclusa, dove la loro concentrazione arrivava fino al 10 per cento in peso. Sono stati trovati anche alcuni ftalati – additivi tossici usati per ammorbidire il PVC – fino a un valore di oltre 1,5 per cento del peso dei rivestimenti plastici dei fili dell’auricolare.

Inoltre – come afferma David Santillo, coordinatore della ricerca – due degli ftalati trovati ad alti livelli di concentrazione nel cavo dell’auricolare sono tossici per la riproduzione: è nota la loro capacità di interferire con lo sviluppo sessuale dei mammiferi e, per questo motivo, sono banditi in tutti i giocattoli e articoli per l’infanzia venduti in Europa.

Da tempo, gli altri grandi player del mercato (come Nokia, Motorola, Sony Ericsson) non utilizzano queste sostanze.
Ecco perché ora Greenpeace chiede a Steve Jobs di rispondere con i fatti e non con proclami non mantenuti. L’occasione? L’ormai imminente sbarco dell’iPhone in Europa.

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Apple: in arrivo una iLabel?

Improbabile ma da non escludere: è così che TUAW (The Unofficial Apple Weblog) si esprime sulle voci sull’arrivo di un’etichetta discografica targata Apple.

applemusicLe voci vengono in realtà tutte da un’unica fonte, apparentemente emersa da nulla, Moli.com, e prospettano uno scenario in cui il rapper e produttore Jaz-Z lascerebbe la sua attuale (ottima) posizione alla Def Jam per divenire il direttore artistico di una etichetta per la mela mordicchiata che accoglierebbe anche la cantante Beyonce.
La stessa fonte aggiunge come prova ulteriore che Apple avrebbe da poco assunto un ex addetto alla promozione dalla Capitol Records. Mac Rumors fa inoltre notare un dato interessante: il contratto per l’iTunes Store con la Universal è appena scaduto e per ora il rinnovo è solo a breve e non lungo termine.

Le perplessità su una iLabel sono però tante: nonostante le indubbie capacità di negoziazione di Steve Jobs, Apple non ha esperienza né tantomeno la struttura per fare l’etichetta discografica e oltre ad alienarsi i suoi attuali partner, agli artisti mancherebbe il supporto promozionale e distributivo “fisico”.
A meno che l’etichetta targata Apple non sia virtuale, cioé solo ed esclusivamente online. In questo caso molti degli ostacoli cadrebbero e il colpo sarebbe notevole, sopratutto nei confronti della “‘vecchia” industria del disco.

Immagine tratta da www.aef.com

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Greenpeace: adesso la Mela è un po’ più verde

Aveva fatto un po’ scalpore la classifica stilata da Greenpeace che aveva piazzato Apple in fondo alla lista tra i produttori di apparecchiature elettroniche quanto a politiche per l’ambiente: nella Guide to Greener Electronics - una sorta di studio sull’e-waste, ideato per far conoscere i rischi concreti della nostra società ipertecnologica e amante dei gadget spesso inutili e far pressione sulle case produttrici perché adottino politiche più salutari per il pianeta, per gli utenti e anche per coloro che alla fine del ciclo di vita di un prodotto si trovano ad aver a che fare con mucchi di rifiuti spesso contenenti materiali tossici – Apple era lo scorso anno quattordicesima e ultima.

Nella nuova edizione, la quarta, Steve Jobs si prende una rivincita: Apple risale la china e non di poco: ora è decima.  Merito dell’impegno di Jobs verso prodotti e politche più “verdi” ma, a ben vedere, merito anche di Greenpeace e dei suoi attivisti: la campagna Green My Apple – vista all’opera anche in Italia, tra l’altro con un’azione in occasione dell’inaugurazione dell’Apple Store di Roma – è stata un successo.

Se Nokia – che ha tra i suoi pregi l’aver eliminato il PVC e aver implementato una serie di politiche volte a ridurre l’accumulo di rfiuti soprattutto nei paesi del terzo mondo – è ancora lontana, Sony e LG ora scendono nei “gironi” più bassi di questa particolare classifica.

Apple può fare anche meglio e nel breve periodo: iPhone è ormai sul mercato e questo prodotto dovrebbe essere uno dei più “eco-friendly” della Mela; parte dei materiali che lo compongono arriva da un fornitore che è lo stesso di Nokia. Potrebbe essere un buon inizio per liberarsi del PVC…

Resta da dire che dopo Nokia seguono Dell e Lenovo, e che – come notava Chris Mellor su Macworld – IBM, Sun, Google e altri grossi nomi della tecnologia – sono per ora esclusi da questo particolare “dossier”.

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Apple + Disney: sinergie striscianti tra Steve Jobs e Topolino…

A piccoli – ma costanti – passi va avanti la sinergia Apple/Disney cominciata in sordina dopo l’acquisto della Pixar da parte della Disney che, prevedendo il pagamento in azioni Disney, ha avuto come risultato Steve Jobs a capo dell’impero di Topolino e soci. Una certa “pixarizzazione” di alcune attività è apertamente in atto da circa un anno: per esempio nel parco a tema EPCOT il comparto dedicato alla biologia marina, The Living Seas, è stato appena mofidicato e ribattezzato The Seas with Nemo & Friends, mentre ad Animal Kingdom, sorta di enorme parco-zoo disneyano, uno spettacolo dedicato a Tarzan viene rimpiazzato con un lungo musical sempre ispirato ai pesci digitali targati Pixar. Peccato in particolare per The Living Seas, che perde in parte il suo appeal scientifico-didattico per avvicinarsi ai gusti dei più piccini e all’”entertainment” puro e semplice, allineandosi agli altri parchi a tema Disney. EPCOT sarebbe dovuta sorgere, nel volere di Walt Disney che morì molti anni prima della sua inaugurazione, come una “comunità sperimentale” – il nome sta infatti per “Experimental Prototype Community of Tomorrow” – per guardare a un futuro di pace e di progresso tecnologico. Un’altra parte delle sinergie Apple/Disney è quella che riguarda iTunes, per il quale il 2007 si apre con l’annuncio di nuove serie di telefilm e cartoni animati provenienti da Jetix, canale televisivo legato anch’esso all’impero Disney. Tra questi il cartone Yin Yang Yo e tre serial dei popolari Power Rangers.