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VelvetPuffin chiude. Anzi no, cambia i connotati.

vplogoÈ durato poco quello che doveva essere un nuovo modo di usare (e concepire) l’Instant Messaging. Pochi mesi dopo il suo esordio il servizio VelvetPuffin ha comunicato, tra l’indifferenza dell’informazione online, una trasformazione radicale.

Un breve messaggio della seconda metà di dicembre annuncia il cambio di nome e di indirizzo di VelvetPuffin che ora si chiama Trugo mix di community, forum e spazio per video con tanto di concorso a premi per i futuri studenti statunitensi (in palio c’è la copertura delle spese universitarie).

trugologoPeccato però che tutta l’operazione abbia un che di raffazzonato e poco chiaro. Anzitutto sul sito di VelvetPuffin non si menzionano affatto le novità. Il messaggio arrivato agli ex utenti poi è fumoso e nomina modifiche all’interfaccia utente (per meglio soddisfare i “bisogni dell’utenza”, si legge) ma glissa sul fatto che Trugo ha abbandonato la formula originaria per una (ennesima) offerta di social networking. A confermare le differenze sostanziali tra i due servizi, infine, qualche giorno fa è arrivato un messaggio che avverte che la migrazione dell’utenza non sia automatica ma che chi era su VelvetPuffin per passare a Trugo deve registrarsi ex novo.
A questo punto viene da chiedersi: ma ne varrà la pena?

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L’evoluzione di Internet: dall’era del Pc al Web 4.0

Via Read/Write Web, sono arrivato a questa interessante descrizione dell’evoluzione del web dall’era del Pc al Web 4.o

L’autore è Nova Spivack di Radar Networks, start-up che sta facendo molto parlare di sè in questi giorni dopo la presentazione al Web 2.0 Summit di Twine, un applicativo che è stato definito l’insieme di Facebook + Wikipedia e che supera il concetto di social-network a favore di quello di knowledge-network. Una buona recensione la si può trovare sempre su Read/Write Web.

Ma tornando al grafico di Spivack, è davvero interessante la sua ridefinizione del web in termini di meta-tendenze cronologiche.
Il tutto rende giustizia all’aspetto evolutivo (più che rivoluzionario) del web, visto piuttosto come un ambiente fluido in cui le ultime tecnologie convivono tranquillamente con quelle più preistoriche. E in cui i passaggi da un set di tecnologie all’altro non sono così drastici, come spesso vengono descritti.
Al tempo stesso, evita anche equazioni anguste, del tipo “Web 2.0 = social media” oppure “Web 3.0 = web semantico“.
Ecco alcune definizioni prese dal post “Web 3.0 — The Best Official Definition Imaginable

Il Web 2.0 è un decennio e non una tecnologia

Il Web 3.0 è meglio definito come la terza decade del web (2010-2020), durante la quale diverse tecnologie-chiave saranno ampiamente utilizzate. Tra cui soprattutto RDF e le tecnologie dell’emergente web semantico.
Il Web 3.0 non è sinonimo di Web Semantico (ci saranno molti altri importanti cambiamenti tecnologici in quel periodo), ma sarà in larga parte caratterizzato dall’aspetto semantico

Il Web 3.0 è un’era in cui ci sarà un upgrade a livello di back-end del web, dopo un decennio focalizzato sul front-end (il Web 2.0 è stato soprattutto AJAX, tagging e altre innovazioni di miglioramento della user-experience front-end).
Il Web 3.0 sta già cominciando ad emergere in start-up come la mia, ma diventerà effettivamente mainstream intorno al 2010.

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L’evoluzione dell’informazione

Nuovo video di Michael Welsh, docente alla Kansas State University e animatore del Digital Ethnography Work Group.

Dopo il brillante “The machine is us/ing us“, questa volta Welsh riflette – sempre in maniera leggera e suggestiva – sulle conseguenze di Internet sul nostro sistema dell’informazione: una rivoluzione o un’evoluzione?

Saggiamente la domanda è lasciata aperta…

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AAA: cercasi il peggio del Web 2.0

Non perde l’occasione di sbeffeggiare il Web 2.0 ed i suoi meccanismi ecomici il britannico The Register.

Generated ImageL’ultima iniziativa della testata online si chiama ElReg™ con riferimento esplicito alla manifestazione TechCrunch40 da poco conclusasi a San Francisco.

Ecco di seguito una traduzione libera del caustico bando tratto dall’articolo e che in originale è subito seguito da un paio di esempi:

Vogliamo la peggiore idea di business Web 2.0 che possiate immaginare.
Per essere ammessi a ElReg40™ la vostra giovane azienda avrà bisogno di un nome stupido e una breve descrizione che illustri come cambierete l’universo. Se in due o tre frasi non siete in grado di comunicare la sconvolgente grandiosità del vostro piano allora temiamo che non riuscirà a generare in noi lo stupore infantile a cui ambiamo.

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Buon vicinato 2.0

Uno dei filoni tematici più interessanti ed utili del Web2.0 è quello che qualcuno chiama della “Casa 2.0″. Si va dalla ricerca di abitazioni alle community per intermediari e speculatori al fai da te.

rottenneighbor.jpgL’ultima novità si chiama Rotten Neighbor, che dovrebbe servire a individuare (e segnalare) quartieri e zone degradati e da evitare.

Dalla descrizione del sito si legge che Rotten Neighbor è

il primo motore di ricerca immobiliare di questo tipo che vi aiuta a trovare cattivi vicini prima di trasferirsi in modo da non rimpiangere in seguito l’acquisto della nuova casa o appartamento

Dando un’occhiata al sito, guardando le immagini sulla homepage e leggendo il blog che assomiglia ad una rubrica della posta, sorge però il dubbio: idea originale, esagerazione tipicamente nordamericana o… spudorata presa in giro?

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Dal Linux OS al Web OS

Dal sistema operativo del pinguino a uno nel browser: sembra questa la parabola recente di Michael Robertson. Michael RobertsonL’imprenditore californiano si è progressivamente sganciato sempre più da Linspire per puntare su una serie di applicativi Web2.0 che ha ora riunito in forma di WebOS sotto il nome di AjaxWindows.

Al motto “lascia a casa il tuo computer” Ajaxwindows, in un desktop virtuale (ma non lo sono tutti?), riunisce gli applicativi sinora prodotti dalla Ajax13 come AjaxWrite, AjaxSketch o AjaxPresents ma anche link a GoogleDocs o ZohoStart.

ajaxwindesktop.jpgIn realtà l’offerta, a guardare meglio, è coerente con le mosse passate. Rimane la sfida di fondo degli ultimi anni al sistema operativo di Microsoft (anche nel nome) e cambia solo il mezzo. Robertson inoltre non dimentica di inserire nel mix il pallino della musica: AjaxWindows per l’archiviazione dei file musicali sfrutta l’armadietto del suo servizio MP3tunes

L’appoggiarsi a servizi esterni (tra cui Google, del quale si approfitta in vari modi), la sincronizzazione con il proprio PC e il supporto a altri applicativi e widget sono tutti aspetti evidenziati da chi come Webware ha recensito AjaxWindows e potrebbero rivelarsi l’asso nella manica rispetto alla concorrenza, che è agguerrita e sul campo già da un bel po’.

La foto di Michael Robertson è del sottoscritto mentre la schermata è tratta da www.webware.com