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Microsoft Bing sarà il motore di ricerca di Yahoo (e poi il resto)

Ancora devo capire che senso abbia – senso economico e per la ricerca sul Web – l’accordo fra Microsoft e Yahoo. La cosa che per ora ci riguarda di più, come utenti, è il fatto che Bing sarà anche il motore di ricerca di Yahoo.

Per ora, leggiamo il comunicato stampa ufficiale e quel che si dice in rete (pochino di sostanziale per ora nei commenti):

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La privacy, i premi in negativo ed eBay

Con la privacy non si scherza. A meno che non sia a fin di bene, come nel caso del Big Brother Awards Italia tenutosi qualche giorno fa a Firenze.

logo del BBASe il vincitore del premio “Winston Smith”, ed “Eroe della privacy” per il 2008 è il collettivo Autistici/Inventati i premi in negativo, assegnati al Ministero dell’Economia e delle Finanze, a Yahoo!, alla banca dati DNA del R.I.S. di Parma, a Bruno Vespa e al commissario U.E. alla Giustizia, Libertà e Sicurezza Franco Frattini, non sono stati -come di prassi- ritirati.
Ci ha quindi pensato simbolicamente un figuro mascherato come il cattivissimo Darth Vader, ritratto anche nel servizio di Neapolis, ed alcuni dei premi (quello di Frattini e del Ministero dell’Economia) sono stati prontamente messi all’asta su eBay per finanziare la prossima edizione della manifestazione.

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Se Sony compra Gracenote…

La Sony americana compra Gracenote: per 260 milioni di dollari, un gigante mangia una società molto più piccola. Succede spesso. Ma che se ne fa la major di tale acquisto?

C’era una volta CDDB.org, un bel progetto open source basato sui dati inseriti da volontari, ossia da utenti – non retribuiti in alcun modo – della Rete, per raccogliere e catalogare le informazioni testuali relative ai cd.
Il miglior database di cd audio online fu inizialmente snobbato da molti, poi utilizzato da tutti, anche da nomi come Microsoft, e “circuito” da molti altri.
Quando si trasformò in Gracenote e di fatto il codice aperto fu chiuso e i dati messi su dalla gente divennero parte di un programma proprietario, furono in molti a indignarsi o quantomeno storcere il naso.

In realtà – come diceva anni fa il suo fondatore in un’intervista a Wired – il vecchio codice era comunque rimasto a disposizione del pubblico e chiunque avrebbe potuto riciclarlo; i prodotti successivi di Gracenote erano sì proprietari, ma anche il vecchio database era rimasto libero (nella forma di freedb.org). Certo, gli aggiornamenti successivi sarebbero rimasti a uso interno di Gracenote; ma restava a disposizione l’altro database pubblico.

Negli anni, questa applicazione che poteva sembrare esotica acquisì sempre più importanza: oggi è un pezzo fondamentale di Apple iTunes ma anche di iPod; tracce di Gracenote si trovano nel vecchio Winamp, in player portatili e in hardware incluso in certi modelli di automobili. Se inserendo un cd nel computer il player ne visualizza la copertina, molto probabilmente state vedendo all’opera pezzi di codice Gracenote.
Tra i grandi utilizzatori del database ci sono Samsung, Philips, MySpace, Yahoo, Panasonic, Bose, Sony Ericsson. Prossimamente, aspettatevi tutto questo applicato anche al settore DVD.

In poche parole, il controllo su uno dei più grandi e importanti database musicali sta cadendo nelle mani di una delle quattro major del disco, che per di più produce anche lettori hardware e software musicale. Sony promette di continuare a far funzionare Gracenote come una sussidiaria indipendente; ma onestamente, l’idea che i dati testuali relativi ai dischi delle concorrenti – anche indipendenti – siano in mano a una major non conforta. Né conforta l’idea che un bel giorno questa manovra possa portare a problemi per chi utilizza uno dei tantissimi apparecchi o software che di Gracenote fanno uso, solo perché magari Sony potrebbe decidere di tagliar fuori un certo rivale dal mercato…

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Gli spioni del web

VisionPost rilancia un’interessante ricerca di Comscore commissionata dal New York Times da cui emerge con più chiarezza quanto tutti sospettiamo da un bel po’ (a costo di sembrare paranoici). Nonostante le tanto sbandierate policy sulla privacy e le rassicurazioni offerte a ogni occasione, le grandi compagnie del web stanno conservando montagne di informazioni sulle nostre attività online. Comscore prende in considerazione: pagine visitate, query ai motori di ricerca, video e pubblicità visualizzate.

Dati più o meno personali, più o meno sensibili: chi lo sa, sono pur sempre prelevati a nostra totale insaputa e molto difficilmente ne saremo mai a conoscenza.

Salvo trovarci pubblicità sempre più personalizzata attraverso i programmi affiliati. O essere “rivenduti” sotto forma di “profili” alle società di marketing assetate di simili informazioni.

Fatto sta che, secondo le rilevazioni di Comscore, nelle prime cinque posizioni troviamo la triade Yahoo-Google-Microsoft oltre ai social-network MySpace e Facebook. Mentre in coda alla classifica troviamo, non a caso, un’iniziativa no-profit come Wikipedia (16 data events raccolti in media in un mese per utente, a fronte dei 2520 di Yahoo!)

  1. Yahoo!
  2. MySpace
  3. Aol
  4. Google
  5. Facebook
  6. Microsoft

Come dire, impossibile sfuggire a questa forma di controllo. Che per le internet company sta diventando un’attività sempre più lucrativa (e che quindi sarà difficilmente abbandonata). Tanto da spiegare anche l’interesse di Microsoft verso Yahoo!, come sottolinea Carola Fedriani:

Sappiamo che Google è la regina delle ricerche e che Microsoft lo è del software, ma la vecchia zietta claudicante fondata da Filo e Yang custodisce ancora in soffitta un ricco forziere di dati che si sta sempre più rivalutando mano a mano che passa il tempo, e che la pubblicità mirata, chirurgica, ad personam diventa il nuovo volano commerciale della rete. E dunque le offerte di acquisto verso Yahoo (così come le relative contromisure) vanno lette sotto questa luce.

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YouTube Live

Dopo la discesa in campo di Yahoo! e il successo di servizi come Mogulus, Justin.tv, UStream e via dicendo, in molti si sono chiesti cosa stesse aspettando YouTube, il più grande contenitore di video generati dal basso, a implementare il live-broadcasting al suo interno.

Bene, secondo quanto Steve Chen ha dichiarato a NewTeeVee, entro il 2008 la funzionalità sarà lanciata:

“Live video is just something that we’ve always wanted to do, we’ve never had the resources to do it correctly, but now with Google, we hope to actually do it this year.”

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Yahoo! Buzz

Sarà l’effetto Opa di Microsoft. O, solo i primi risultati del ritorno di Jarry Yang al timone. Fatto sta che ultimamente Yahoo! sta sfornando un nuovo prodotto dietro l’altro. Solo nell’ultima settimana: Yahoo Live (servizio di life-streaming) e il restyling di Yahoo! Video.

Il prossimo 26 Febbraio, secondo ValleyMag, sarà lanciato Buzz, un servizio stile Digg, che offrirà la syndication dei contenuti degli inserzionisti che fanno parte di Yahoo Publisher Network. Sotto alcuni screenshot.